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MANIFESTO DI “GIORAP” SULLE POLITICHE GIOVANILI
Siamo un gruppo di persone provenienti da tutta italia, formato da giovani che studiano e lavorano. In particolare siamo tutti interessati ed impegnati in maniera responsabile in attività culturali – sociali – artistiche e creative.
Siamo una piccola voce che può contribuire ad abbattere la barriera che da sempre esiste tra giovani ed adulti.
Condividiamo l’idea di “politica” intesa come partecipazione civica attiva, la possibilità cioè di poter dire la nostra sulle scelte che riguardano i nostri territori ed interessi.
Siamo disponibili ad impegnarci in questo tipo di attività perché pensiamo sia possibile che “il mondo adulto” accetti la nostra idea di pari dignità delle diverse generazioni.
Condividiamo l’idea che i giovani siano considerati il futuro della nostra società, ma rivendichiamo la convinzione che siano soprattutto il presente e che siano un soggetto civico e sociale attivo.
I canali attraverso i quali si può realizzare la nostra proposta sul tema delle politiche giovanili sono in particolare associazioni, gruppi formali, cooperative ed in generale centri di aggregazione, che fino ad oggi ci hanno dato la possibilità di esprimere meglio le nostre abilità e risorse.
Tutte le idee ed attività che nascono in queste occasioni di aggregazione trovano però la difficoltà a realizzarsi concretamente perché mancano o funzionano male gli strumenti necessari.
Elenchiamo ora i punti salienti emersi durante il nostro lavoro:
1. La scuola è il punto di passaggio di tutti i giovani ed è un luogo neutrale e riteniamo che debba essere centrale per le scelte delle politiche giovanili come luogo all’interno del quale far circolare le informazioni sui giovani, per fare partire progetti che stimolino i ragazzi a partecipare attivamente a livello sociale e culturale, anche attraverso le ore di educazione civica attualizzando i programmi didattici.
2. Spazi fisici, come centri sociali per giovani, all’interno dei quali possano incontrarsi e aggregarsi autonomamente, uscendo dalla logica commerciale di bar e discoteche dove si è solo consumatori, dove poter organizzare attività creative, corsi di formazione, sondaggi, ricerche e, in generale, progetti che esprimano le diverse culture giovanili.
3. Strumenti di informazione che funzionino effettivamente. In molti territori infatti mancano punti informagiovani e dove esistono spesso non sono efficaci. Riteniamo quindi che sia fondamentale diffondere nei territori locali l’organizzazione di questi servizi di informazione, che siano però luoghi reali di scambio di informazioni utili per gli interessati. Per raggiungere questo obiettivo proponiamo che alcuni gruppi attivi a livello locale possano collaborare nella gestione di questi servizi, riuscendo così a far circolare anche le informazioni relative a gruppi e associazioni che pur essendo meno organizzati di enti pubblici e locali aggregano comunque diverse persone. Per noi infatti collaborare significa valorizzare le conoscenze che i vari gruppi hanno del territorio, diffondendole il più possibile attraverso i canali di informazione che i giovani effettivamente usano (feste, mailing list, volantinaggio).
4. Assessorati alle Politiche giovanili. Chiediamo che tutti gli Enti locali, provinciali e regionali, siano dotati di un Assessorato alle politiche giovanili, indipendentemente da altri Assessorati e con fondi adeguati per appoggiare e sostenere le iniziative proposte dai giovani dei territori. Per la gestione di questi fondi proponiamo che siano coinvolti nella formulazione delle decisioni i giovani interessati, attraverso forme di Bilancio Partecipativo.
5. Leggi locali sui giovani. Riteniamo che le Regioni dovrebbero dotarsi di leggi sui giovani che siano formulate coinvolgendo gli interessati, così da poter diventare uno strumento valido per facilitare l’espressione delle culture e dei bisogni del mondo giovanile.
6. Una rete di trasporti pubblici più efficienti, in modo che anche chi vive nelle zone più decentrate abbia la possibilità di raggiungere i centri di aggregazione.
7. Rendere la peer education un modello di comunicazione utilizzabile da tutti i giovani per relazionarsi con i propri pari, in quanto crediamo che sia più efficace e diretto per poter coinvolgere anche i più piccoli.
8. Utilizzare in modo “intelligente” i mass media per un approccio immediato con i ragazzi.
Riassumendo in fine, riteniamo che tutte le questioni riguardante i giovani debbano essere affrontate con i giovani stessi. |